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giovedì 29 settembre 2011

Devono 6 euro, il comune gli pignora casa



Chiavari - Il debito originario con il Comune ammontava ad appena 6,24 euro, ma è stato sufficiente per disporre il pignoramento di un’intera abitazione del valore di circa 700 mila euro.

È l’incredibile vicenda capitata a due coniugi chiavaresi che l’altra mattina si sono visti letteralmente strappar di mano la loro casa dagli ufficiali comunali. Tutto per un debito iniziale da nemmeno 10 euro e un’incomprensione che a raccontarla adesso pare davvero assurda. Un caso limite che ha sconvolto i due sessantenni: la donna, Annamaria (invalida civile), di fronte all’atto di pignoramento è stata vittima di un collasso, si è accasciata al suolo priva di sensi e per rianimarla sono dovuti intervenire i medici del “118” di Lavagna. Nulla di grave, tant’è che Annamaria ha rifiutato il ricovero in ospedale, ma lo spavento, quello difficilmente potrà dimenticarlo. Marito e moglie sono assistiti dall’avvocato Roberto Bottini e nelle prossime ore regoleranno i loro conti con l’amministrazione comunale chiavarese. Pagheranno, insomma, quei 6,24 euro e le eventuali sanzioni per tornare a godersi la loro abitazione senza la spada di Damocle di quel debito col Comune di Chiavari. Resta e resterà lo stupore per un pignoramento che appare quantomeno sproporzionato. L’origine dell’affaire risale al 2003, quando l’uomo e la moglie dimenticano di pagare l’Ici, l’imposta comunale sugli immobili. La tassa viene regolarmente regolata, sebbene in ritardo: i coniugi hanno (ancora oggi) le ricevute di pagamento e altre carte a dimostrarlo. Fatto sta che non si accorgono che, a causa di quella dimenticanza, sono tenuti a pagare anche una mora, 6,24 euro appunto. Così, col passare dei mesi, marito e moglie continuano a ricevere bollettini dal Comune, carte che puntualmente cestinano convinti di aver estinto il debito e assolto al dovere di pagamento dell’Ici. Non è così e la somma da versare alle casse municipali cresce. Tanto, certo, ma non così tanto da arrivare a 700 mila euro. Il legale ha già conteggiato l’ammontare del debito complessivo: circa 700 euro, tra interessi, multe e ritardi. Per arrivare al valore dell’immobile mancano parecchie centinaia di migliaia di euro e però la macchina burocratica non tiene conto di questi “dettagli”. La procedura si dipana inesorabile e, inutile negarlo, pure un po’ pervicacemente. «La prassi - spiega l’avvocato Bottini - prevede che si possa senza dubbio procedere a pignorare i beni, ma sempre commisurando il valore del bene oggetto del provvedimento al debito maturato. L’amministrazione civica avrebbe potuto pignorare un bene mobile, un divano, un mobile, l’auto. Oppure bloccare il conto corrente della donna fino ad avvenuto pagamento». Avrebbe potuto, certo, ma non l’ha fatto: il Comune ha puntato al bersaglio grosso e adesso è lecito pensare che una simile rivendicazione sia stata forse un modo per spaventare i debitori e indurli a saldare tutti i conti, a regolare la propria posizione. Fatto sta che l’altro ieri mattina i funzionari municipali si presentano alla porta di casa della famiglia Pisanu e notificano il provvedimento di pignoramento dell’appartamento. E Annamaria, privata della sua casa per un debito iniziale da 6,24 euro e una banale dimenticanza, sviene. Alla faccia dei messi comunali e di quell’Ici che per fortuna, almeno nel suo caso e per la prima abitazione, non esiste più.

Fonte: http://www.ilsecoloxix.it/p/levante/2011/09/26/AONwce7-comune_pagano_pignora.shtml

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